La strada per l'evoluzione della farmacia italiana è chiara: il farmacista deve inserirsi a pieno titolo nel percorso di cura dei pazienti.
Dalle tre giornate di Taormina dedicate alla farmacia Italiana emerge un messaggio unanime: stare uniti, fare gruppo, “dispiegare le vele” per cogliere le opportunità del cambiamento, come chiaramente suggerito dal Presidente Marco Cossolo.

Pienissimo, di interesse e di partecipanti, il convegno dedicato a Sistema Farmacia Italia, il progetto nato da FederFarma e FederFarma Servizi che propone un modello in cui l’unicità della singola Farmacia viene valorizzata nell’ambito di un’azione coerente e coordinata. Il sistema promuove dei processi di standardizzazione ad alto livello qualitativo, competenze professionali specifiche sulle singole patologie, utilizzando strumenti di diagnostica di prima istanza uniformi per tutte le farmacie aderenti. Una rete formale che si interfaccia ai più alti livelli del sistema sanitario con soggetti privati e pubblici, aziende produttrici di beni e servizi per la salute, aziende della sanità integrativa e assicurazioni per stipulare accordi e contratti ai quali la singola farmacia non potrebbe accedere. Una rete delle farmacie singole ma anche delle reti già formate il cui minimo comune denominatore è racchiuso nella pharmaceutical care.

Bisogna lavorare sulla competenza. Il farmacista deve vendere il primo prodotto che è la salute, ha sostenuto l’AD di Shackleton Nicola Posa, la leva del prezzo è un’arma a doppio taglio che le altre realtà distributive rivoltano contro le farmacie stesse.

 “Il ruolo dei farmacisti all’interno della Sanità regionale è molto importante – ha ricordato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza durante il convegno “Buone prassi & salute sostenibile. Farmacie di comunità, reti cliniche integrate, aderenza alla terapia”-. Nella riorganizzazione della rete territoriale non si può prescindere dalla farmacia e con Federfarma Sicilia stiamo lavorando a un processo di integrazione della farmacia all’interno del Piano regionale della prevenzione, del Piano regionale delle cronicità e stiamo cercando di chiedere anche al sistema farmacia di fare un passo avanti”.

L’indirizzo è chiaro, lo dimostrano le convention, lo annunciano le categorie e lo anticipano le esperienze di altri paesi: il farmacista deve inserirsi a pieno titolo nel percorso di cura dei pazienti facendo “rete” con i soggetti attivi nel settore, dai medici di medicina generale alle cliniche specialistiche.

La presa in carico del paziente risponde alle grandi sfide sociali e di politica sanitaria, in un’ottica di prevenzione, gestione della cronicità, aderenza alla terapia e gestione dell’invecchiamento della popolazione.

Non a caso, l’interesse di importanti esponenti del settore e di molti farmacisti si è concentrato su due nuovissimi strumenti proposti dalla InFarma, Pharmagest Italia. “Si tratta delle soluzioni della linea Sophia dedicate all’aderenza terapeutica – spiega Daniele Bartolacci, direttore commerciale InFarma - Sophia DoPill, pilloliere elettronico per la puntuale e corretta dispensazione dei farmaci ai pazienti a domicilio, e Sophia Meds, sistema brevettato per la gestione della compliance sia a domicilio che nelle case di cura. Entrambe le soluzioni offrono al farmacista uno strumento concreto con cui poter offrire un servizio efficiente e fidelizzante, rafforzando il ruolo di consulente della salute nei confronti del paziente.”
 
 
 
 
 

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